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franco_s
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stefanofabi
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Posted - 16/07/2002 : 23:26:43
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Il D.P.R. 328 del 5 giugno 2001 prevede, per i possessori della laurea in classe 27 (Scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura) la possibilità di sostenere l'esame di stato per gli albi professionali nella sezione B di: Architetto (Pianificazione), Biologo e per la professione di agrotecnico laureato e perito agrario laureato. Coloro che si iscrivono con il nuovo ordinamento al corso di laurea in Scienze Naturali ottengono in tre anni la laurea in Scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura e con altri due anni la laurea specialistica in Scienze della natura (Classe 68/S). Nel D.P.R. 328 non viene mai menzionata tale classe. Chi ha la "vecchia laurea" in Scienze Naturali può equipararla alla classe 27? Se la risposta è affermativa può allora sostenere l'esame di stato come sopra esposto. Qualcuno ne sa qualcosa di più? Vi ringrazio.
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n/a
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Posted - 25/07/2002 : 10:19:04
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Purtroppo la discussione sul valore delle nuove lauree naturalistiche, anche in rapporto a quelle vecchie, è ancora in atto. Al momento si può dire con certezza che la vecchia laurea di 4 anni varrà di più di quella triennale per alcune finalità (accesso al VIII livello, ai dottorati, alla SIS abilitante) e per accedere alle nuove lauree specialistiche. Tuttavia non è ancora chiaro se se sarà equiparata alle lauree specialistiche quinquennali; di certo non lo sarà per l’ammissione agli albi. Regole generali comunque non sono ancora state messe a punto. Schematizzando, a tutt’oggi la situazione può essere riassunta nel modo seguente: Per l’Accesso al lavoro. La situazione è ancora poco chiara; di certo si sa che per l’accesso ai concorsi dell’ex VIII livello è necessaria una L 5 mentre per l’accesso, in generale, al livello dirigenziale nella pubblica amministrazione è necessaria una L 5 e un periodo d’esperienza nel campo Anche per l’Accesso all’insegnamento la situazione è ancora fluida. La relazione della “Commissione Bertagna”. prevede che per essere abilitati all’insegnamento nelle classi “inferiori” (asilo ed elementari ? primo ciclo ?) sarà necessaria la specifica Laurea in Scienza della formazione mentre per le classi “superiori” (medie e diplomi quinquennali ? secondo ciclo ?) sarà necessaria la specifica triennale disciplinare e poi il biennio SIS a cui probabilmente si accederà con il pagamento di alcuni credit. Il biennio SIS sarà una laurea specialistica che consentirà anche l’eventuale accesso ad un Dottorato di ricerca (che richiede per legge il possesso di una laurea quinquennale).. Infine relativamente alle possibilità di Accesso agli ordini professionali. Anche qui c’è poco di chiaro. Con una laurea triennale della classe 27 si potrà accedere (DPR 05/06/2001 n° 328 sulla GU 17/08/2001 n°190 serie generale): 1. All’Esame di stato per l’iscrizione all’albo professionale per l’ordine dei biologi sezione B (Biologo junior), per la sezione B settore pianificazione dell’ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori e per le professioni di agrotecnico e di perito agrario; 2. Conseguimento di una laurea specialistica nella classe 82 S (Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio) previo pagamento di crediti ed esame di stato per l’iscrizione agli albi professionali degli ordini dei dottori agronomi e dottori forestali, degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, dei biologi e dei geologi, tutti nella sezione A 3. Per ora il biennio specialistico 68 S (Scienze della natura), anche se collegato al triennio 27, non offre particolari opportunità legali per la professione in più rispetto alla laurea triennale.
Questo è il quadro attuale della situazione che, come si evince è ancora particolarmente fluida. Cordiali saluti Gabriele Ferrari
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franco_s
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Posted - 17/08/2002 : 14:51:12
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La possibilità di accesso agli ordini professionali sancita dal DPR 05/06/2001 n° 328 della GU 17/08/2001 n°190 serie generale:
1) assicura l'equipollenza nei concorsi della Laurea in Scienze Naturali(il principio dovrebbe essere valido per tutte le lauree) ai titoli per cui è previsto l'accesso all'albo? Ad esempio: la laurea in Scienze naturali è equipollente al titolo di perito agrario nei concorsi in cui espicitmente è richiesto tale titolo? E' necessaria, in caso negativo, l'isrizione all'albo dopo aver sostenuto il tirocinio, a garantire l'equipollenza?
Se una delle due possibilità fosse possibile sarebbe chiaro il vantaggio del passaggio da una Laurea specialistica della classe 68s ad una (a scelta dello studente,avendo tutte gli stessi diritti) della classe 82s.
2)Il conseguimento del titolo di Dottorato in Scienze ambientali, ma con Laurea specialistica in Scienze Naturali garantisce il diritto di iscrizione agli albi della Classe 82s?
Cordiali saluti Grazie
Franco
fRaNcO |
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sof.iori
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Posted - 23/08/2002 : 19:22:14
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Gentili colleghi, sono una Naturalista di 28 anni che vi scrive per la prima volta da Reggio Emilia. Vi scrivo per avere se possibile, una spiegazione a quanto sto osservando negli ultimi anni nella mia Provincia. Premetto che so di essere fondamentalmente fortunata, perchè vivo in una città dove per chi vuole lavorare non c'è disoccupazione, e nel mio piccolo, tra varie difficoltà, sono finora riuscita a trovare lavori più o meno attinenti alla mia laurea (sottolineo il meno: ho lavorato nel settore dell'Agricoltura, dell'Erboristeria, dell'Architettura), grazie sicuramente alla mia relativamente giovane età, alla mia tenacia e soprattutto grazie alla convinzione che se non provo a rischiare ora che non ho impegni famigliari troppo pressanti, non potrò più farlo. Sono tuttora nella condizione di lavoratore atipico, e come per tanti il posto fisso è un obiettivo a cui non mi sento di rinunciare e che tuttavia so essere molto lontano. Pertanto, come credo la maggior parte dei laureati in materie scientifiche, seguo costantemente l'uscita dei bandi di concorso per le assunzioni negli enti pubblici, a volte solo per curiosità, a volte per provarci, a volte per fantasticare un pò sull'onestà dei commissari.
Ecco il punto: spesso tra i requisiti per l'ammissione al concorso appaiono le lauree in materie scientifiche: Laurea in Ingegneria Ambientale, Scienze Ambientali, Scienze Geologiche, Scienze Biologiche, Scienze Forestali, Scienze Agrarie, Scienze Chimiche... felice per i miei colleghi dottori laureati in tali discipline mi precipito sistematicamente a telefonare agli uffici responsabili dei bandi per sapere se Scienze Naturali (sicuramente dimenticata per una semplice svista) è considerata equipollente, e sistematicamente le gentili signorine mi rispondono che "no, me l'hanno già chiesto altri, non è prevista". "Bene - penso io - ho risparmiato 3,87 Euro per la tassa di iscrizione". Ed ho perso la possibilità di partecipare al concorso, anzi, non l'ho mai avuta.
Questo vorrei che qualcuno mi spiegasse: Scienze Naturali è una Laurea fine a sè stessa? Senza nulla togliere a Scienze Ambientali, Ingegneria Ambientale, Biologia, Geologia ecc., cos'abbiamo in meno noi? Non siamo forse "la madre storica" di tutte le altre facoltà scientifiche? Come mai gli Enti Pubblici snobbano le Scienze Naturali (mi rifiuto di credere che sia per l'inesistenza di un Ordine)? Ho studiato con passione le Scienze Naturali per quattro anni, mi sono laureata col massimo dei voti, ci ho messo anima e corpo per fare una tesi di due anni sul campo, per cosa? Se qualcuno me l'avesse detto prima di cominciare, ci avrei pensato due volte ad iscrivermi: forse avrei scelto un'altra facoltà più alla moda, ci avrei messo il doppio del tempo per finirla, avrei fatto una tesi da due mesi, sarei diventata una di quelle persone che fanno l'università solo per allontanare il momento di lavorare e rimanere ancora bambini... No, non l'avrei fatto. Sono fiera delle mie scelte, perchè sono state dettate dal cuore. Ognuno deve seguire la propria strada, anche se gli altri ti considerano "di serie B". A chi deve scegliere a quale facoltà universitaria iscriversi e mi chiede consigli, io parlo molto bene della mia, ma non posso fare a meno di mettere in guardia le future matricole: dopo la strada sarà solo in salita. Perdonate lo sfogo, cari colleghi, ma l'ennesima ingiustizia mi ha fatto riflettere con amarezza sulla nostra condizione. So bene che i problemi del mondo sono ben altri e che c'è sicuramente molta gente che sta peggio di me, ma vorrei capire se quello che sto facendo (essere una Naturalista) vale la pena o no. Cordiali saluti
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franco_s
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Posted - 24/08/2002 : 16:04:07
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Gentile sofi.iori, sono contento di aver letto il tuo messaggio. Condivido il tuo entusiasmo e comprendo le tue perplessità. Mi sono laureato da poco più di un anno con voti molto buoni e dopo circa 6 mesi ho cominciato a lavorare. Ho insegnato circa 4 mesi in un Istituto Superiore (Matematica),ho lavorato in una cooperativa come responsabile del servizio verde e ora frequento un corso di Dottorato in Scienze Ambientali che io considero un lavoro, sia per gli orari che devo rispettare e sia perchè non ho un'altra fonte di reddito. Come puoi vedere dai miei precedenti messaggi, ultimamente sto cercando di informarmi a riguardo del valore giuridico della nostra Laurea soprattutto dopo la nuova riforma universitaria. Compiere un'indagine di questo tipo vuol dire psicologicamente puntare molto su un futuro lavorativo basato su un riconoscimento istituzionale del titolo. Questo potrebbe essere un errore visto che, come è risaputo, ne ha molto poco oppure potrebbe essere lo spunto per comprendere come muoversi. Come tu affermi giustamente la nostra è la Laurea ispiratrice di molte altre, ma questo vuol anche dire anche che sono le altre ad aver approfondito aspetti tecnici molto appetibili in ambito lavorativo. Chi ha scelto Scienze Naturali ha in dovere di essere consapevole di questo fin dal momento in cui ha iniziato questa strada. La scelta di quale professione intraprendere è successiva e per molti versi indipendente in quanto spetta al singolo specializzarsi nel settore che ritiene più vicino a se. E' un po' la stessa situazione del laureato in Filosofia in ambito umanistico o del Medico in ambito sanitario. Sia che si preferisca il settore privato sia quello pubblico è necessario proseguire il cammino verso l'acquisizione di una professionalità che il laureato in Scienze Naturali non ha o ha in modo solo abbozzato. Dal mio punto di vista questa è proprio la forza della nostra cultura acquisita: spulciamo in giro alla ricerca di possibili attività che spaziano dall'Architettura all'Ingegneria fino alla Chimica passando attraverso tutte le altre del mondo scientifico. Il problema è che spesso abbiamo la presunzione di poterle ricoprire tutte, a seconda della personale inclinazione, senza compiere quel passo, più o meno piccolo, che ci potrebbe qualificare.
PER QUESTO MOTIVO SPERO IN UN VIVO INTERESSAMENTO DA PARTE DI TUTTI NEI QUESITI POSTI NEI PRECEDENTI MESSAGGI e nell'arricchire questo forum di una serie di dettagli tecnici che aiutino il percorso personale di ciascuno di noi. Se l'equipollenza fosse assicurata, o se perlomeno fossero chiari i limiti della nuova normativa, sarebbe sufficiente l'ulteriore sforzo per il passaggio a un diverso titolo, per assicurare a ciascuno di noi una competitività lavorativa che vogliamo secondo le nostre inclinazioni. Il problema è essere certi di acquisire nuovi diritti che siano veramente spendibili.
Cordiali saluti
Franco
fRaNcO |
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franco_s
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Posted - 24/08/2002 : 16:04:20
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Gentile sofi.iori, sono contento di aver letto il tuo messaggio. Condivido il tuo entusiasmo e comprendo le tue perplessità. Mi sono laureato da poco più di un anno con voti molto buoni e dopo circa 6 mesi ho cominciato a lavorare. Ho insegnato circa 4 mesi in un Istituto Superiore (Matematica),ho lavorato in una cooperativa come responsabile del servizio verde e ora frequento un corso di Dottorato in Scienze Ambientali che io considero un lavoro, sia per gli orari che devo rispettare e sia perchè non ho un'altra fonte di reddito. Come puoi vedere dai miei precedenti messaggi, ultimamente sto cercando di informarmi a riguardo del valore giuridico della nostra Laurea soprattutto dopo la nuova riforma universitaria. Compiere un'indagine di questo tipo vuol dire psicologicamente puntare molto su un futuro lavorativo basato su un riconoscimento istituzionale del titolo. Questo potrebbe essere un errore visto che, come è risaputo, ne ha molto poco oppure potrebbe essere lo spunto per comprendere come muoversi. Come tu affermi giustamente la nostra è la Laurea ispiratrice di molte altre, ma questo vuol anche dire anche che sono le altre ad aver approfondito aspetti tecnici molto appetibili in ambito lavorativo. Chi ha scelto Scienze Naturali ha in dovere di essere consapevole di questo fin dal momento in cui ha iniziato questa strada. La scelta di quale professione intraprendere è successiva e per molti versi indipendente in quanto spetta al singolo specializzarsi nel settore che ritiene più vicino a se. E' un po' la stessa situazione del laureato in Filosofia in ambito umanistico o del Medico in ambito sanitario. Sia che si preferisca il settore privato sia quello pubblico è necessario proseguire il cammino verso l'acquisizione di una professionalità che il laureato in Scienze Naturali non ha o ha in modo solo abbozzato. Dal mio punto di vista questa è proprio la forza della nostra cultura acquisita: spulciamo in giro alla ricerca di possibili attività che spaziano dall'Architettura all'Ingegneria fino alla Chimica passando attraverso tutte le altre del mondo scientifico. Il problema è che spesso abbiamo la presunzione di poterle ricoprire tutte, a seconda della personale inclinazione, senza compiere quel passo, più o meno piccolo, che ci potrebbe qualificare.
PER QUESTO MOTIVO SPERO IN UN VIVO INTERESSAMENTO DA PARTE DI TUTTI NEI QUESITI POSTI NEI PRECEDENTI MESSAGGI e nell'arricchire questo forum di una serie di dettagli tecnici che aiutino il percorso personale di ciascuno di noi. Se l'equipollenza fosse assicurata, o se perlomeno fossero chiari i limiti della nuova normativa, sarebbe sufficiente l'ulteriore sforzo per il passaggio a un diverso titolo, per assicurare a ciascuno di noi una competitività lavorativa che vogliamo secondo le nostre inclinazioni. Il problema è essere certi di acquisire nuovi diritti che siano veramente spendibili.
Cordiali saluti
Franco
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franco_s
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Posted - 24/08/2002 : 16:07:11
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Gentile sofi.iori, sono contento di aver letto il tuo messaggio. Condivido il tuo entusiasmo e comprendo le tue perplessità. Mi sono laureato da poco più di un anno con voti molto buoni e dopo circa 6 mesi ho cominciato a lavorare. Ho insegnato circa 4 mesi in un Istituto Superiore (Matematica),ho lavorato in una cooperativa come responsabile del servizio verde e ora frequento un corso di Dottorato in Scienze Ambientali che io considero un lavoro, sia per gli orari che devo rispettare e sia perchè non ho un'altra fonte di reddito. Come puoi vedere dai miei precedenti messaggi, ultimamente sto cercando di informarmi a riguardo del valore giuridico della nostra Laurea soprattutto dopo la nuova riforma universitaria. Compiere un'indagine di questo tipo vuol dire psicologicamente puntare molto su un futuro lavorativo basato su un riconoscimento istituzionale del titolo. Questo potrebbe essere un errore visto che, come è risaputo, ne ha molto poco oppure potrebbe essere lo spunto per comprendere come muoversi. Come tu affermi giustamente la nostra è la Laurea ispiratrice di molte altre, ma questo vuol anche dire anche che sono le altre ad aver approfondito aspetti tecnici molto appetibili in ambito lavorativo. Chi ha scelto Scienze Naturali ha in dovere di essere consapevole di questo fin dal momento in cui ha iniziato questa strada. La scelta di quale professione intraprendere è successiva e per molti versi indipendente in quanto spetta al singolo specializzarsi nel settore che ritiene più vicino a se. E' un po' la stessa situazione del laureato in Filosofia in ambito umanistico o del Medico in ambito sanitario. Sia che si preferisca il settore privato sia quello pubblico è necessario proseguire il cammino verso l'acquisizione di una professionalità che il laureato in Scienze Naturali non ha o ha in modo solo abbozzato. Dal mio punto di vista questa è proprio la forza della nostra cultura acquisita: spulciamo in giro alla ricerca di possibili attività che spaziano dall'Architettura all'Ingegneria fino alla Chimica passando attraverso tutte le altre del mondo scientifico. Il problema è che spesso abbiamo la presunzione di poterle ricoprire tutte, a seconda della personale inclinazione, senza compiere quel passo, più o meno piccolo, che ci potrebbe qualificare.
PER QUESTO MOTIVO SPERO IN UN VIVO INTERESSAMENTO DA PARTE DI TUTTI NEI QUESITI POSTI NEI PRECEDENTI MESSAGGI e nell'arricchire questo forum di una serie di dettagli tecnici che aiutino il percorso personale di ciascuno di noi Se l'equipollenza fosse assicurata, o se perlomeno fossero chiari i limiti della nuova normativa, sarebbe sufficiente l'ulteriore sforzo per il passaggio a un diverso titolo, per assicurare a ciascuno di noi una competitività lavorativa che vogliamo secondo le nostre inclinazioni. Il problema è essere certi di acquisire nuovi diritti che siano veramente spendibili.
Cordiali saluti
Franco
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franco_s
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Posted - 24/08/2002 : 16:07:24
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Gentile sofi.iori, sono contento di aver letto il tuo messaggio. Condivido il tuo entusiasmo e comprendo le tue perplessità. Mi sono laureato da poco più di un anno con voti molto buoni e dopo circa 6 mesi ho cominciato a lavorare. Ho insegnato circa 4 mesi in un Istituto Superiore (Matematica),ho lavorato in una cooperativa come responsabile del servizio verde e ora frequento un corso di Dottorato in Scienze Ambientali che io considero un lavoro, sia per gli orari che devo rispettare e sia perchè non ho un'altra fonte di reddito. Come puoi vedere dai miei precedenti messaggi, ultimamente sto cercando di informarmi a riguardo del valore giuridico della nostra Laurea soprattutto dopo la nuova riforma universitaria. Compiere un'indagine di questo tipo vuol dire psicologicamente puntare molto su un futuro lavorativo basato su un riconoscimento istituzionale del titolo. Questo potrebbe essere un errore visto che, come è risaputo, ne ha molto poco oppure potrebbe essere lo spunto per comprendere come muoversi. Come tu affermi giustamente la nostra è la Laurea ispiratrice di molte altre, ma questo vuol anche dire anche che sono le altre ad aver approfondito aspetti tecnici molto appetibili in ambito lavorativo. Chi ha scelto Scienze Naturali ha in dovere di essere consapevole di questo fin dal momento in cui ha iniziato questa strada. La scelta di quale professione intraprendere è successiva e per molti versi indipendente in quanto spetta al singolo specializzarsi nel settore che ritiene più vicino a se. E' un po' la stessa situazione del laureato in Filosofia in ambito umanistico o del Medico in ambito sanitario. Sia che si preferisca il settore privato sia quello pubblico è necessario proseguire il cammino verso l'acquisizione di una professionalità che il laureato in Scienze Naturali non ha o ha in modo solo abbozzato. Dal mio punto di vista questa è proprio la forza della nostra cultura acquisita: spulciamo in giro alla ricerca di possibili attività che spaziano dall'Architettura all'Ingegneria fino alla Chimica passando attraverso tutte le altre del mondo scientifico. Il problema è che spesso abbiamo la presunzione di poterle ricoprire tutte, a seconda della personale inclinazione, senza compiere quel passo, più o meno piccolo, che ci potrebbe qualificare.
PER QUESTO MOTIVO SPERO IN UN VIVO INTERESSAMENTO DA PARTE DI TUTTI NEI QUESITI POSTI NEI PRECEDENTI MESSAGGI e nell'arricchire questo forum di una serie di dettagli tecnici che aiutino il percorso personale di ciascuno di noi Se l'equipollenza fosse assicurata, o se perlomeno fossero chiari i limiti della nuova normativa, sarebbe sufficiente l'ulteriore sforzo per il passaggio a un diverso titolo, per assicurare a ciascuno di noi una competitività lavorativa che vogliamo secondo le nostre inclinazioni. Il problema è essere certi di acquisire nuovi diritti che siano veramente spendibili.
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Franco
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franco_s
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Posted - 24/08/2002 : 16:07:47
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Posted - 24/08/2002 : 16:07:53
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franco_s
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Posted - 24/08/2002 : 16:09:04
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Gentile sofi.iori, sono contento di aver letto il tuo messaggio. Condivido il tuo entusiasmo e comprendo le tue perplessità. Mi sono laureato da poco più di un anno con voti molto buoni e dopo circa 6 mesi ho cominciato a lavorare. Ho insegnato circa 4 mesi in un Istituto Superiore (Matematica),ho lavorato in una cooperativa come responsabile del servizio verde e ora frequento un corso di Dottorato in Scienze Ambientali che io considero un lavoro, sia per gli orari che devo rispettare e sia perchè non ho un'altra fonte di reddito. Come puoi vedere dai miei precedenti messaggi, ultimamente sto cercando di informarmi a riguardo del valore giuridico della nostra Laurea soprattutto dopo la nuova riforma universitaria. Compiere un'indagine di questo tipo vuol dire psicologicamente puntare molto su un futuro lavorativo basato su un riconoscimento istituzionale del titolo. Questo potrebbe essere un errore visto che, come è risaputo, ne ha molto poco oppure potrebbe essere lo spunto per comprendere come muoversi. Come tu affermi giustamente la nostra è la Laurea ispiratrice di molte altre, ma questo vuol anche dire anche che sono le altre ad aver approfondito aspetti tecnici molto appetibili in ambito lavorativo. Chi ha scelto Scienze Naturali ha in dovere di essere consapevole di questo fin dal momento in cui ha iniziato questa strada. La scelta di quale professione intraprendere è successiva e per molti versi indipendente in quanto spetta al singolo specializzarsi nel settore che ritiene più vicino a se. E' un po' la stessa situazione del laureato in Filosofia in ambito umanistico o del Medico in ambito sanitario. Sia che si preferisca il settore privato sia quello pubblico è necessario proseguire il cammino verso l'acquisizione di una professionalità che il laureato in Scienze Naturali non ha o ha in modo solo abbozzato. Dal mio punto di vista questa è proprio la forza della nostra cultura acquisita: spulciamo in giro alla ricerca di possibili attività che spaziano dall'Architettura all'Ingegneria fino alla Chimica passando attraverso tutte le altre del mondo scientifico. Il problema è che spesso abbiamo la presunzione di poterle ricoprire tutte, a seconda della personale inclinazione, senza compiere quel passo, più o meno piccolo, che ci potrebbe qualificare.
PER QUESTO MOTIVO SPERO IN UN VIVO INTERESSAMENTO DA PARTE DI TUTTI NEI QUESITI POSTI NEI PRECEDENTI MESSAGGI e nell'arricchire questo forum di una serie di dettagli tecnici che aiutino il percorso personale di ciascuno di noi Se l'equipollenza fosse assicurata, o se perlomeno fossero chiari i limiti della nuova normativa, sarebbe sufficiente l'ulteriore sforzo per il passaggio a un diverso titolo, per assicurare a ciascuno di noi una competitività lavorativa che vogliamo secondo le nostre inclinazioni. Il problema è essere certi di acquisire nuovi diritti che siano veramente spendibili.
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Gentile sofi.iori, sono contento di aver letto il tuo messaggio. Condivido il tuo entusiasmo e comprendo le tue perplessità. Mi sono laureato da poco più di un anno con voti molto buoni e dopo circa 6 mesi ho cominciato a lavorare. Ho insegnato circa 4 mesi in un Istituto Superiore (Matematica),ho lavorato in una cooperativa come responsabile del servizio verde e ora frequento un corso di Dottorato in Scienze Ambientali che io considero un lavoro, sia per gli orari che devo rispettare e sia perchè non ho un'altra fonte di reddito. Come puoi vedere dai miei precedenti messaggi, ultimamente sto cercando di informarmi a riguardo del valore giuridico della nostra Laurea soprattutto dopo la nuova riforma universitaria. Compiere un'indagine di questo tipo vuol dire psicologicamente puntare molto su un futuro lavorativo basato su un riconoscimento istituzionale del titolo. Questo potrebbe essere un errore visto che, come è risaputo, ne ha molto poco oppure potrebbe essere lo spunto per comprendere come muoversi. Come tu affermi giustamente la nostra è la Laurea ispiratrice di molte altre, ma questo vuol anche dire anche che sono le altre ad aver approfondito aspetti tecnici molto appetibili in ambito lavorativo. Chi ha scelto Scienze Naturali ha in dovere di essere consapevole di questo fin dal momento in cui ha iniziato questa strada. La scelta di quale professione intraprendere è successiva e per molti versi indipendente in quanto spetta al singolo specializzarsi nel settore che ritiene più vicino a se. E' un po' la stessa situazione del laureato in Filosofia in ambito umanistico o del Medico in ambito sanitario. Sia che si preferisca il settore privato sia quello pubblico è necessario proseguire il cammino verso l'acquisizione di una professionalità che il laureato in Scienze Naturali non ha o ha in modo solo abbozzato. Dal mio punto di vista questa è proprio la forza della nostra cultura acquisita: spulciamo in giro alla ricerca di possibili attività che spaziano dall'Architettura all'Ingegneria fino alla Chimica passando attraverso tutte le altre del mondo scientifico. Il problema è che spesso abbiamo la presunzione di poterle ricoprire tutte, a seconda della personale inclinazione, senza compiere quel passo, più o meno piccolo, che ci potrebbe qualificare.
PER QUESTO MOTIVO SPERO IN UN VIVO INTERESSAMENTO DA PARTE DI TUTTI NEI QUESITI POSTI NEI PRECEDENTI MESSAGGI e nell'arricchire questo forum di una serie di dettagli tecnici che aiutino il percorso personale di ciascuno di noi Se l'equipollenza fosse assicurata, o se perlomeno fossero chiari i limiti della nuova normativa, sarebbe sufficiente l'ulteriore sforzo per il passaggio a un diverso titolo, per assicurare a ciascuno di noi una competitività lavorativa che vogliamo secondo le nostre inclinazioni. Il problema è essere certi di acquisire nuovi diritti che siano veramente spendibili.
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Posted - 24/08/2002 : 16:10:20
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Gentile sofi.iori, sono contento di aver letto il tuo messaggio. Condivido il tuo entusiasmo e comprendo le tue perplessità. Mi sono laureato da poco più di un anno con voti molto buoni e dopo circa 6 mesi ho cominciato a lavorare. Ho insegnato circa 4 mesi in un Istituto Superiore (Matematica),ho lavorato in una cooperativa come responsabile del servizio verde e ora frequento un corso di Dottorato in Scienze Ambientali che io considero un lavoro, sia per gli orari che devo rispettare e sia perchè non ho un'altra fonte di reddito. Come puoi vedere dai miei precedenti messaggi, ultimamente sto cercando di informarmi a riguardo del valore giuridico della nostra Laurea soprattutto dopo la nuova riforma universitaria. Compiere un'indagine di questo tipo vuol dire psicologicamente puntare molto su un futuro lavorativo basato su un riconoscimento istituzionale del titolo. Questo potrebbe essere un errore visto che, come è risaputo, ne ha molto poco oppure potrebbe essere lo spunto per comprendere come muoversi. Come tu affermi giustamente la nostra è la Laurea ispiratrice di molte altre, ma questo vuol anche dire anche che sono le altre ad aver approfondito aspetti tecnici molto appetibili in ambito lavorativo. Chi ha scelto Scienze Naturali ha in dovere di essere consapevole di questo fin dal momento in cui ha iniziato questa strada. La scelta di quale professione intraprendere è successiva e per molti versi indipendente in quanto spetta al singolo specializzarsi nel settore che ritiene più vicino a se. E' un po' la stessa situazione del laureato in Filosofia in ambito umanistico o del Medico in ambito sanitario. Sia che si preferisca il settore privato sia quello pubblico è necessario proseguire il cammino verso l'acquisizione di una professionalità che il laureato in Scienze Naturali non ha o ha in modo solo abbozzato. Dal mio punto di vista questa è proprio la forza della nostra cultura acquisita: spulciamo in giro alla ricerca di possibili attività che spaziano dall'Architettura all'Ingegneria fino alla Chimica passando attraverso tutte le altre del mondo scientifico. Il problema è che spesso abbiamo la presunzione di poterle ricoprire tutte, a seconda della personale inclinazione, senza compiere quel passo, più o meno piccolo, che ci potrebbe qualificare.
PER QUESTO MOTIVO SPERO IN UN VIVO INTERESSAMENTO DA PARTE DI TUTTI NEI QUESITI POSTI NEI PRECEDENTI MESSAGGI e nell'arricchire questo forum di una serie di dettagli tecnici che aiutino il percorso personale di ciascuno di noi Se l'equipollenza fosse assicurata, o se perlomeno fossero chiari i limiti della nuova normativa, sarebbe sufficiente l'ulteriore sforzo per il passaggio a un diverso titolo, per assicurare a ciascuno di noi una competitività lavorativa che vogliamo secondo le nostre inclinazioni. Il problema è essere certi di acquisire nuovi diritti che siano veramente spendibili.
Cordiali saluti
Franco
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franco_s
Starting Member
Italy
15 Posts |
Posted - 24/08/2002 : 16:10:48
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Gentile sofi.iori, sono contento di aver letto il tuo messaggio. Condivido il tuo entusiasmo e comprendo le tue perplessità. Mi sono laureato da poco più di un anno con voti molto buoni e dopo circa 6 mesi ho cominciato a lavorare. Ho insegnato circa 4 mesi in un Istituto Superiore (Matematica),ho lavorato in una cooperativa come responsabile del servizio verde e ora frequento un corso di Dottorato in Scienze Ambientali che io considero un lavoro, sia per gli orari che devo rispettare e sia perchè non ho un'altra fonte di reddito. Come puoi vedere dai miei precedenti messaggi, ultimamente sto cercando di informarmi a riguardo del valore giuridico della nostra Laurea soprattutto dopo la nuova riforma universitaria. Compiere un'indagine di questo tipo vuol dire psicologicamente puntare molto su un futuro lavorativo basato su un riconoscimento istituzionale del titolo. Questo potrebbe essere un errore visto che, come è risaputo, ne ha molto poco oppure potrebbe essere lo spunto per comprendere come muoversi. Come tu affermi giustamente la nostra è la Laurea ispiratrice di molte altre, ma questo vuol anche dire anche che sono le altre ad aver approfondito aspetti tecnici molto appetibili in ambito lavorativo. Chi ha scelto Scienze Naturali ha in dovere di essere consapevole di questo fin dal momento in cui ha iniziato questa strada. La scelta di quale professione intraprendere è successiva e per molti versi indipendente in quanto spetta al singolo specializzarsi nel settore che ritiene più vicino a se. E' un po' la stessa situazione del laureato in Filosofia in ambito umanistico o del Medico in ambito sanitario. Sia che si preferisca il settore privato sia quello pubblico è necessario proseguire il cammino verso l'acquisizione di una professionalità che il laureato in Scienze Naturali non ha o ha in modo solo abbozzato. Dal mio punto di vista questa è proprio la forza della nostra cultura acquisita: spulciamo in giro alla ricerca di possibili attività che spaziano dall'Architettura all'Ingegneria fino alla Chimica passando attraverso tutte le altre del mondo scientifico. Il problema è che spesso abbiamo la presunzione di poterle ricoprire tutte, a seconda della personale inclinazione, senza compiere quel passo, più o meno piccolo, che ci potrebbe qualificare.
PER QUESTO MOTIVO SPERO IN UN VIVO INTERESSAMENTO DA PARTE DI TUTTI NEI QUESITI POSTI NEI PRECEDENTI MESSAGGI e nell'arricchire questo forum di una serie di dettagli tecnici che aiutino il percorso personale di ciascuno di noi Se l'equipollenza fosse assicurata, o se perlomeno fossero chiari i limiti della nuova normativa, sarebbe sufficiente l'ulteriore sforzo per il passaggio a un diverso titolo, per assicurare a ciascuno di noi una competitività lavorativa che vogliamo secondo le nostre inclinazioni. Il problema è essere certi di acquisire nuovi diritti che siano veramente spendibili.
Cordiali saluti
Franco
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franco_s
Starting Member
Italy
15 Posts |
Posted - 12/09/2002 : 10:39:44
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Mi scuso con i frequentatori del forum per il disagio provocato dal mio computer che fortuitamente ha inviato per 10 volte consecutive lo stesso messaggio. Non vorrei aver provocato un'inibizione a partecipare alla dicussione.
Franco
fRaNcO |
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